RASSEGNA STAMPA

Malasanità: orrore nel reparto di ginecologia e ostetricia

Malasanità: quando in un reparto di nascita si trova la morte per colpa (in)consapevole

Reggio Calabria: episodi di malasanità agghiacciante nei reparti di ginecologia e ostetricia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Quattro medici ai domiciliari e sette sospesi dalla loro professione per dodici mesi. Tre tra di loro, si avvalgono della facoltà di non rispondere.
Forse la coscienza fa troppo chiasso quindi si preferisce il silenzio?

Tra i medici arrestati c’è: Pasquale Vadalà, l’ex primario del reparto di ginecologia ed ostetricia e Alessandro Tripodi, il primario degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Gli altri arrestati sono: Daniela Manuzio e Filippo Luigi Saccà che oltre ad essere in servizio nel reparto di ginecologia ed ostetricia, è anche responsabile della struttura di “Diagnosi e Terapia Prenatale”. Tra i sospesi dell’esercizio della propria professione per dodici mesi ci sono i nomi di: Salvatore Timpano, Francesca Stiriti, Maria Concetta Maio, Antonella Musella, Luigi Grasso, Annibale Maria Musitanoe Pina Grazia Gangemi.

Tutti questi nomi sono i responsabili di episodi di malasanità, come: aborti procurati colposamente, di bambini resi invalidi al 100% a causa di manovre affrettate da parte dei medici, come il caso della madre del piccolo Carol, che ha scoperto dopo 6 anni che l’invalidità del figlio è imputabile a delle manovre sbagliate durante il parto, e tenute nascoste dai medici per tutto questo tempo. E ancora: episodi di partorienti ferite o maltrattate, interventi riusciti male coperti da cartelle cliniche tenute nascoste.

La terribile verità che emerge dalle intercettazioni tra Vadalà e Tripodi, è che la loro unica preoccupazione in tutti questi anni è stata incentrata solo sulle cartelle cliniche, che avevano il compito di tenere nascoste, in quanto contenenti tutti i loro errori.
Tutto ciò è emerso dall’inchiesta “Mala Sanitas” della procura di Reggio Calabria, avviata proprio a seguito di varie denunce a causa della morte di due neonati, procurate da lesioni procurate ai bambini stessi per maltrattamenti alle futuri madri.

La superficialità di questi medici è costata la vita di molti neonati, la felicità di genitori che attendevano con ansia l’arrivo del frutto del loro amore per stringerlo calorosamente tra le braccia.
La negligenza di questi medici è costata il sacrificio fatto con amore di una donna che per nove mesi ha protetto con tutte le cure del mondo il proprio figlio nel grembo.
L’incapacità di svolgere il proprio lavoro, la malasanità con cui hanno operato, ha causato la morte di future vite.
Di tutta risposta, nelle intercettazioni, si sentono le risate di questi medici sugli errori commessi: hanno provocato vite spezzate e la reazione è una risata.

Che medici possono essere quelli che non si fanno carico delle proprie responsabilità? Che medici sono quelli che non svolgono il proprio lavoro con dedizione? Che uomini sono quelli che ridono della tragedia in cui, con consapevolezza, hanno gettato intere famiglie? Come possono guardarsi nello specchio e continuare ad andare a lavoro? Come possono questi individui avere il compito di far nascere delle vite?
Se quelle piccole vittime fossero i figli di questi medici, riderebbero ancora? Se a essere vittime di errori evitabili fossero proprio loro, vorrebbero rimanerne all’oscuro per tutti questi anni? Se le donne a cui vengono brutalmente sottoposte manovre di incapaci, fossero le loro mogli, sarebbero ancora così felici?

Questo è solo uno degli episodi di malasanità che purtroppo appartengono al nostro Paese: non è giunta l’ora di prendere dei seri provvedimenti, affinché episodi orribili, di questo genere, vengano arrestati il prima possibile e una volta per tutte?

L’unica parola con cui si possono descrivere questi atti, questi individui è: schifo. E, se mai, abbiano una qualche coscienza, è giunta l’ora che questi soggetti la rispolverino insieme a un briciolo di umanità.

26 aprile 2016

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Fonte: http://www.ultimavoce.it/

 

Malasanità: orrore nel reparto di ginecologia e ostetricia ultima modifica: 2016-04-26T17:18:37+02:00 da Risarcimenti Online.it
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